Non può essere la malattia a fermarmi nella realizzazione dei miei sogni!

Non può essere la malattia a sconfiggere l’animo di un individuo, se mai può solo rinforzarlo e renderlo migliore. Sicuramente, cosa sarebbe il senso di questo corpo, se non ci fosse la determinazione di superare ogni possibile difficoltà? Qual è inoltre il vero senso di vivere e di amare la vita? Infine che cos’è la vita se non la possibilità di costruire i nostri sogni indipendentemente da ciò che il nostro corpo ci fa percepire? Ciò che sicuramente è chiaro, è la voglia di vincere e di non lasciarsi sconfiggere dalla negatività che si accinge ad arrivare quando non si reagisce a ciò che ci accade. A tal proposito, nonostante tutto quello che ho passato, la malattia non mi poteva sconfiggere, non poteva bloccare i miei sogni e soprattutto impedirmi di vincere nonostante tutto. Infondo cosa c’è di meglio di essere consapevoli, ma non volersi rispettare? Nulla, c’è solo la possibilità di poter realizzare ogni proprio desiderio lottando strenuamente con libertà di poterne fare quello che ci sembra più opportuno. Per me amare la vita e me stessa, significa farlo, ma a piccole dosi. Perciò non ho paura della morte, quella è inevitabile, perché tutti prima o poi la devono toccare con mano, ma ho paura che la malattia mi impedisca di fare ciò che mi sembra indispensabile per essere felice. Non credi allora che essere felici e saper vivere sia soggettivo e che il significato di “star bene” è in definitiva unico e relativo? Per quanto mi riguarda, sono riuscita e ancora oggi sto continuando a farlo, cercando di costruirmi la mia vita personale e professionale, ma quella fisiologica resta sempre il punto saliente verso cui non ho mai voluto cambiare. Ma probabilmente va bene così, accettando che non tutto può andare come noi vogliamo o come gli altri si aspettano che noi siamo. Infondo noi siamo solo il frutto delle nostre esperienze e dei nostri vissuti, solo questo ci può dire chi siamo stati e chi saremmo. Certamente, tutto è migliorabile, ma è giusto e coretto che ci accettiamo per quello che abbiamo raggiunto e per le strade che abbiamo percorso per arrivarci. E’ necessario quindi che ci guardiamo con compassione e con tenerezza, comprendendo la bellezza che è racchiusa nei nostri cuori e nelle nostre menti; aspetto che pochi conoscono, ma molti ignorano.

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