CHI SEI TU PER GIUDICARTI
Ciao a tutti,
come state? Sono qui a pubblicare un'altra poesia, anche questa scritta diverso tempo fa, intitolata "chi sei tu per giudicarti?".
E' un testo a cui tengo molto, perchè lo scrissi in un momento in cui mi giudicavo molto. Sapendo che nel Binge Eating Disorder, il giudizio verso noi stessi e, anche da parte degli altri, pesa molto, credo che questo testo sia congruo con quanto una persona con disturbi simili ai miei possa vivere.
Spero che, queste righe, vi aiutino a sentirvi meno soli e più compresi, sebbene sappiate che ciò che vivete è unico e, quindi, solo voi potete comprendervi fino in fondo!
un abbraccione forte a tutti!!!
Chi sei tu per giudicarti,
permettendoti di odiarti,
in questo mondo, in cui solo,
vorresti profondamente amarti?
Chi sei tu per evitarti,
impedendoti, di tranquillamente, rilassarti,
cercando, di capire, dove vorresti migliorarti?
Chi sei tu per odiarti
Per, profondamente, umiliarti,
per, continuamente, incazzarti,
con chi, amorevolmente vorrebbe,
solo miseramente aiutarti?
Chi sei tu per ammazzarti,
quando non sai, nemmeno,
quali, potrebbero essere, i possibili risultati?
Dai, non arrabbiarti,
cerca, un attimo di, in faccia guardarti
ricordando, fino in fondo, quelli che sono, i raggiunti, fatti.
Chi sei tu per allontanarti,
per, non volere, accettarti
anche, quando, l’intero universo,
infinito e perverso, col fiato sospeso
desidererebbe solo ascoltarti,
per farti capire, quanto vorrebbero
che tu potessi, andare avanti?
Chi sei tu per sparire,
senza, a nessuno, voler dire,
dove, profondamente, vorresti finire?
Chi sei tu Per, voler morbosamente, ferire
Chi, profondamente, non ha voluto,
rimanere a sentire,
quello che l’animo tuo da tempo aveva da dire?
Chi sei tu per fuggire,
ricercandomi fra il mondo del doloroso
ed infinito soffrire che non ha mai, volutamente,
desiderato di finire?
Chi sei tu per andartene,
senza degnarmi un saluto,
con quello sguardo profondo e poco adulto,
da cui, solo ottenere, uno squallido insulto?
Chi sei tu per, decidere, di fermarti,
non farlo mai, anche, se dicessero, di calmarti,
decidi, comunque, di ribellarti,
per, profondamente, accettarti.
Non fermarti alle apparenze,
supera, le continue sofferenze,
diminuisci, le infinite differenze,
che percepisci, fra la gente,
dominata dalle svariate indifferenze.
Per questo, ti dico ad alta voce,
di andare, forzatamente, oltre,
cercando, sempre più, di aprire le porte
del tuo, infinito e sanguinato, cuore
contenente le più profonde parole,
capaci, di continuamente, far sentire, il rumore
lasciato, in sospeso, dal continuo dolore,
bruciato, profondamente, dal focoso colore,
presente sempre, nell’infinito amore.
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